Il calendario 2010 dedicato a Villa Manin

Un piccolo e utile oggetto presenta il complesso di Villa Manin, polo culturale riconosciuto

Nasce con questo spirito il calendario da tavolo 2010 realizzato con le fotografie dell’Archivio del Centro regionale di catalogazione e restauro dei beni culturali che ha sede fin dalla sua istituzione, nel 1971, proprio a Villa Manin. Oggi, nel complesso che è stato residenza dell’ultimo doge di Venezia, sono ospitati altri Enti impegnati nella conoscenza e nella promozione del territorio: l’Azienda Speciale Villa Manin, l’Agenzia Turismo Friuli Venezia Giulia e l’Associazione fra le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Dal calendario si potranno conoscere e ammirare luoghi e particolari decorativi di Villa Manin, un complesso articolato nel corpo centrale, dove sono allestite importanti mostre, con le due barchesse laterali, la cappella gentilizia con annessa sacrestia, le due esedre terminanti nelle due torri con le peschiere e sul retro del corpo gentilizio il parco di 19 ettari.

Obiettivo principale del progetto non è solo quello di portare l’attenzione su uno dei gioielli architettonici della nostra regione, ma di informare in maniera chiara e in un unico testo chi siano gli attuali “residenti” della Villa.
Al Centro è affidato il compito di documentare il patrimonio storico e artistico attraverso la catalogazione, attività sistematica di compilazione delle schede con relative immagini allegate secondo la  normativa dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.
A tale scopo sono state realizzate campagne di documentazione fotografica sulle diverse tipologie di beni, dalle opere d'arte alle architetture storiche e contemporanee, dai beni etnografici a quelli  archeologici. I progetti, svolti all’inizio dal Centro con criteri topografici, Comune per Comune, sono ora realizzati in stretta collaborazione con Enti e Istituzioni che condividono l’interesse per le testimonianze del passato, ma anche per le espressioni della nostra contemporaneità.

Nel corso degli anni si è costituito l’archivio fotografico che attualmente conta circa 208.000 fotografie tra analogiche e digitali. Dal 2001 infatti si è passati dalla documentazione su pellicola - in bianco e nero e a colori - al supporto digitale, e si è riprodotto in formato digitale parte del pregresso in analogico. Si è perciò creato il nuovo archivio digitale per la conservazione e la gestione di immagini ad alta risoluzione. Le immagini, accessibili a tutti tramite la consultazione delle schede nel SIRPAC – Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale, possono essere richieste per ragioni di studio e ricerca.

 

Villa Manin con la neve: tutte le foto del calendario sono di Gianni Benedetti

  

28/12/2009